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Rassegna Stampa

Difendere i più deboli. A Pistoia l’analisi dei grandi casi di cronaca nera.

Qualche anticipazione dal numero di ottobre del Magazine di Pistoia Capitale del Libro 2026 – pp. 6-7

Via sensazionalismi e chiacchiere che servono solo ad alimentare curiosità malata, dentro l’unico approccio possibile: quello che si basa sui dati certi e sulla professionalità delle voci di chi questo racconto lo restituisce. Una premessa che non può non essere dichiarata subito quand’è di “Zona d’ombra – Storie, trame e narrazioni”, l’appuntamento su tre giorni (dal 22\ al 25 ottobre) proposto per il secondo anno consecutivo dall’associazione Storie, trame e narrazioni presieduta dallo scrittore e criminologo Antonio Fusco.
Al centro ci sono l’attualità e la cronaca, le indagini e i processi, talvolta i “cold case”, le voci dei testimoni e di chi con certi dolori ha dovuto suo malgrado convivere, tutto a confluire in una restituzione che si basa sulle carte, su ciò che ha un riscontro diretto e, elemento tutt’altro che secondario, sul rispetto dei soggetti coinvolti.
I grandi casi della cronaca nera italiana ritornano qui a chiedere d’essere approfonditi in quegli aspetti ancora oscuri e non per alimentare la morbosa curiosità bensì per offrire una cassetta degli attrezzi che consenta di porsi nel miglior modo possibile ai fatti del mondo. «Il tema di questa edizione – illustra Fusco – attinge a un versetto biblico che recita così: “Salvate il debole e l’indigente, liberatelo dalla mano dei malvagi”. Parleremo principalmente di reati contro i soggetti deboli, quindi donne e bambini, non necessariamente di natura giudiziaria. Approfondiremo anche il capitolo delle piccole vittime di guerra, delle baby gang, delle persone scomparse e del femminicidio. Ed è su questo tema che verterà la mostra fotografica che porteremo alle Sale Affrescate dal 25 ottobre all’8 novembre: gli scatti di Stefania Prandi, risultato di un lavoro durato tre anni, raccontano attraverso le parole di chi sopravvive al femminicidio gli esiti drammatici della violenza di genere». Le scuole saranno soggetto attivo in questa edizione di “Zona d’ombra”. È a questo pubblico che sarà dedicata una mattinata di proiezione e dibattito con la dottoressa Gemma Gualdi, già procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano, attorno a un caso che tanto ha scosso l’opinione pubblica, l’omicidio del giovane Willy Monteiro Duarte avvenuto nel settembre 2020 nella provincia di Roma. C’è spazio anche per spunti locali riletti in una chiave originale, con l’adattamento teatrale in forma di podcast live di vicende vecchie quasi due secoli che raccontano di quando a Pistoia fu assassinata – anno 1836 – Maria Betti, nell’ambito del meglio noto caso Migliorini. Ad aprire i lavori nella giornata del venerdì, sarà come già accaduto nell’edizione dello scorso anno, un momento rivolto agli addetti ai lavori con un convegno dal titolo “Criminogenesi e criminodinamica nella violenza di genere”. Tra i relatori e nel pubblico una platea varia tra uomini e donne di legge, delle forze dell’ordine ed esperti a vario titolo che avranno il compito di raccontare l’evoluzione di un triste fenomeno a partire dalla prevenzione, passando per i percorsi ad hoc per i maltrattanti e per le maltrattate. «Alla biblioteca San Giorgio – prosegue Fusco – si svolgeranno i consueti nove panel di approfondimento, anche questi dedicati a vicende che abbiano avuto come vittime soggetti deboli come donne e bambini. Esperti, testimoni diretti, familiari che hanno portato e ancora portano il peso di tanto dolore saranno lì a raccontare e ricostruire le tappe di ogni vicenda. Appiglio anche questo pistoiese sarà l’Asilo Cip e Ciop, con le note vicende datate 2009 che crearono profondo sgomento e choc in città. Racconteremo cosa su questi temi è cambiato in quasi vent’anni.
E poi la cronaca battente, con la parentesi delle madri assassine e il recente caso di Alessia Pifferi, la Banda della Uno Bianca, con le arcinote vicende legate a quell’organizzazione che commise più di cento episodi criminali che ripercorreremo assieme all’Associazione delle vittime, l’omicidio di Marta Russo avvenuto negli spazi della Sapienza nell’ormai lontano 1997 che ha segnato profondamente la cronaca italiana recente. Torneremo anche sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, un altro di quei casi irrisolti infarciti di mistero e folta nebbia». Quanto ai luoghi della manifestazione, la mappa è ricca e oltre alla Biblioteca San Giorgio e alle Sale Affrescate di Palazzo Comunale comprende il Piccolo Teatro Mauro Bolognini, Palazzo de’ Rossi col saloncino della musica e Palazzo Comunale, che sarà tra l’altro palcoscenico della consegna dei premi pensati da Zona d’ombra: il Premio Grandonio e il Premio Purgatori, assegnati rispettivamente a personalità che si siano distinte per coraggio civico e ricorso a forme innovative di comunicazione e di ricerca della verità. «Quest’anno avremo con noi un totale di trenta ospiti distribuiti su quindici momenti diversi – conclude Fusco –. Lo spirito che ci guida è sempre lo stesso, ovvero parlare della cronaca, dell’attualità, del giornalismo investigativo e dell’inchiesta con un taglio professionale senza indugiare nel sensazionalismo o nella chiacchiera, senza assecondare quel desiderio ossessivo di spiar dal buco della serratura altrui. Il tutto sempre con un approccio rispettoso delle vittime, professionale e approfondito».


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