Quattro giorni di incontri, testimonianze e storie condivise. Zona d’Ombra 2026 si è conclusa a Pistoia con la partecipazione di un pubblico attento, che ha ascoltato gli ospiti, preso parte ai dibattiti e riempito di applausi le sale della rassegna.
Dal 22 al 25 ottobre, la seconda edizione della rassegna promossa dalla nostra associazione, con la direzione scientifica di Antonio Fusco, ha attraversato luoghi e linguaggi diversi: il cinema e il teatro al Bolognini, la formazione a Palazzo De’ Rossi, i dialoghi e il podcast alla Biblioteca San Giorgio, fino ai premi nella Sala Maggiore del Palazzo comunale. Un percorso nel programma di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, dedicato alle persone dietro i fatti di cronaca e alla responsabilità di raccontarle.
Dagli studenti al teatro, un inizio che ci ha coinvolti
Abbiamo cominciato con i ragazzi delle scuole superiori e con Willy Monteiro Duarte: la proiezione di 40 secondi di Vincenzo Alfieri, seguita dal confronto con Gemma Gualdi e Alessandra Pasquali, ha aperto una riflessione sulla violenza, sulle scelte individuali e sulle loro conseguenze. Il racconto della mattinata con gli studenti.
La sera, i lunghi applausi per Il caso Migliorini hanno accompagnato il ritorno alla luce di una storia della Pistoia ottocentesca. Il testo e la regia di Antonio Fusco, a partire dal saggio di Rosa Cirone e dalle ricerche sugli atti dell’Archivio di Stato di Pistoia, hanno incontrato Monica Menchi e gli allievi del suo Progetto Teatro Pistoia. Le immagini e il resoconto dello spettacolo.

Ascoltare il dolore, cercare risposte
Venerdì, il convegno Criminogenesi e criminodinamica nella violenza di genere ha riunito competenze psicologiche, investigative e giudiziarie. Prevenzione, tutela e attenzione alle vittime sono state al centro del confronto professionale a Palazzo De’ Rossi.
Nel pomeriggio, i panel introdotti da Stella Paci hanno dato voce all’infanzia sotto le bombe, alle vite dopo un femminicidio e al disagio giovanile. Livio Senigalliesi, Anna Pozzi, Irene Vella — intervenuta da remoto —, Vera Squatrito, Franco Prina e Roberta Pieri ci hanno accompagnato in un pomeriggio intenso, attraversato da dolore ma anche da speranza. Il racconto dei tre incontri di venerdì.
Sabato, sei dialoghi hanno affrontato le persone scomparse, la Banda della Uno Bianca, il caso dell’asilo Cip & Ciop, Yara, le madri che uccidono i figli e le domande ancora aperte su Emanuela Orlandi. Ospiti e moderatori hanno offerto al pubblico strumenti per comprendere, confrontando ricostruzioni, esperienze e punti di vista. Tutti i panel di sabato e le fotografie.
Marta Russo, una storia da ricordare insieme
Tra gli scaffali della San Giorgio, La storia di Marta Russo ha riunito il pubblico attorno alla narrazione di Mauro Valentini, alla voce di Rodolfo Cubeta, alla musica di Marco Abbondanzieri e all’interpretazione di Claudia Caoduro. Il podcast dal vivo ha restituito spazio alla memoria di una giovane donna e della sua vita interrotta. Il resoconto della serata dedicata a Marta Russo.

I premi e il valore del racconto
La cerimonia conclusiva ha riconosciuto il lavoro di Fabrizio Peronaci per il giornalismo investigativo, di Stefania Prandi per il fotoreportage d’inchiesta e di Vincenzo Alfieri per il cinema di denuncia. Abbiamo ricordato Willy e il bellissimo 40 secondi, che aveva aperto la rassegna con gli studenti.
A Carlo Lucarelli è stato assegnato il Premio speciale Andrea Purgatori, consegnato da Federico Rosellini, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pistoia. Un riconoscimento alla sua opera e alla capacità di avvicinare pubblici diversi alla conoscenza della cronaca e della nostra storia. La cerimonia, i premiati e le motivazioni.

Il grazie a chi ha reso possibile questi quattro giorni
Grazie agli ospiti e ai moderatori, agli artisti e a chi ha lavorato dietro le quinte. Grazie alle socie, ai soci e ai volontari, agli studenti del Liceo Artistico Policarpo Petrocchi e dell’ITTS Silvano Fedi – Enrico Fermi, che hanno contribuito all’accoglienza. E grazie al pubblico: per la presenza, le domande, l’attenzione e gli applausi.
Ringraziamo il Comune di Pistoia, la Biblioteca San Giorgio, l’Ordine degli Avvocati di Pistoia, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia e il Centro Antiviolenza Aiutodonna. Grazie ai main sponsor Fondazione Caript, Publiacqua e ChiantiMutua ETS, agli sponsor Mutua Alta Toscana, Fondazione Giorgio Tesi, Autodemolizioni Dolfi e UILT Toscana, a Vannucci Piante e Far.Com per i loro contributi.
Il percorso continua fino all’8 novembre nelle Sale Affrescate del Palazzo comunale con la mostra di Stefania Prandi Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta. Un’occasione per continuare ad ascoltare le storie delle famiglie e a riflettere su ciò che accade dopo la violenza.
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