Un pomeriggio intenso e sconvolgente, attraversato da storie intrise di dolore, ma anche di speranza. Venerdì 23 ottobre 2026, all’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia, i primi tre panel di Zona d’Ombra hanno portato al centro dell’attenzione l’infanzia ferita dalla guerra, le vite di chi resta dopo un femminicidio e il disagio giovanile. A introdurre i panel è stata Stella Paci.
Le vittime senza voce. L’infanzia sotto le bombe
Ad aprire il pomeriggio, il fotoreporter di guerra Livio Senigalliesi e la giornalista e scrittrice Anna Pozzi, nel dialogo moderato da Sandra Niccoli.
Al centro dell’incontro, i bambini coinvolti nei conflitti e il dovere di raccontare ciò che subiscono: dare spazio alle loro storie, ai loro desideri e a un futuro che la guerra rischia di cancellare. Il racconto fotografico e la parola giornalistica hanno offerto due prospettive su una realtà che chiede di essere guardata senza abituarsi all’orrore.
Quello che resta. Vite dopo il femminicidio
Il secondo incontro, moderato da Elisa Chiappinelli, ha accolto Irene Vella, giornalista e scrittrice, e Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano. Irene Vella è intervenuta in collegamento da remoto a causa di un impedimento dell’ultimo momento.
Uno spazio dedicato a ciò che accade dopo il delitto: il dolore dei familiari, l’assenza nella quotidianità, i percorsi di giustizia e la fatica di ricostruire la propria vita. Ricordare significa anche continuare a raccontare chi erano le donne uccise, custodirne la storia e ascoltare le persone che portano ogni giorno le conseguenze della violenza.
Baby gang, disagio e violenza giovanile
A concludere il pomeriggio, Franco Prina, sociologo del diritto e della devianza, e Roberta Pieri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, con la moderazione di Eleonora Santani.
Il confronto ha affrontato il disagio e la violenza tra i giovanissimi: l’appartenenza al gruppo, i comportamenti violenti esibiti e filmati, le domande rivolte a famiglie, scuola e istituzioni. Un invito a comprendere le radici dei fenomeni e a interrogarsi sulle possibili risposte educative e sociali.
Tre incontri diversi, uniti dall’attenzione alle persone e alle conseguenze della violenza. Un pomeriggio che ha dato spazio al dolore e alla speranza di costruire, attraverso la conoscenza e l’ascolto, una maggiore consapevolezza.
Grazie a Livio Senigalliesi, Anna Pozzi, Irene Vella, Vera Squatrito, Franco Prina e Roberta Pieri, alle moderatrici e al pubblico che ha condiviso questo tratto del percorso di Zona d’Ombra.
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