Angelo Izzo: io sono l’uomo nero

Angelo Izzo: io sono l’uomo nero

Quando

25 Ottobre 2025    
10:30 - 11:30

Dove

Biblioteca San Giorgio
via Sandro Pertini, Pistoia

Settembre 1975. A San Felice Circeo tre giovani della Roma bene — Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira — sequestrarono due ragazze, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez. Per due giorni le tennero prigioniere in una villa, sottoponendole a torture e violenze inaudite. Donatella riuscì a sopravvivere fingendosi morta, mentre Rosaria fu uccisa. Quando l’orrore emerse, l’Italia rimase sconvolta: era il “Massacro del Circeo”, simbolo della ferocia misogina e della violenza di classe.
Izzo fu condannato all’ergastolo. Ma trent’anni dopo, nel 2005, mentre si trovava in semilibertà, tornò a uccidere: a Ferrazzano, in Molise, assassinò Maria Carmela Linciano e la figlia ventenne Valentina Maiorano. Un nuovo duplice delitto che mostrò come l’uomo non fosse mai cambiato e che sollevò pesanti interrogativi sul sistema penitenziario. L’Italia fu condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per avere concesso con leggerezza benefici a un criminale così pericoloso.
Da allora Izzo è rimasto una presenza inquietante: nelle sue lettere e nei suoi diari dal carcere ha fatto affermazioni clamorose, come la confessione di essere stato coinvolto nella scomparsa di Rossella Corazzin, la ragazza di 17 anni sparita nel 1975 in Friuli. Dichiarazioni che hanno riaperto vecchi misteri, ma anche il dibattito sul valore della sua parola: verità scomoda o ennesima manipolazione di un uomo che si è sempre definito “mostro”?
Angelo Izzo rappresenta uno dei casi più emblematici di criminale irriducibile, incapace di redenzione, e la sua vicenda continua a interrogare la giustizia, la società e la memoria collettiva.

Ne parleremo con la giornalista Ilaria Amenta, inviata RAI che ha avuto accesso ai diari inediti di Izzo, e con l’avvocata e parlamentare Stefania Ascari, che nella Commissione Antimafia si è occupata delle nuove indagini collegate alla vicenda Corazzin.

Modera: Roberto Taddeo

 Evento aperto al pubblico fino ad esaurimento posti

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