Sei incontri, una giornata dedicata alle storie e alle persone che stanno dietro la cronaca. Sabato 24 ottobre 2026, all’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia, Zona d’Ombra ha riunito giornalisti, studiosi, professionisti e rappresentanti delle associazioni per affrontare vicende diverse, accomunate dalla ricerca della verità e dall’attenzione alle vittime.
Elisa e le altre: le vite sospese
La mattinata si è aperta con le storie delle persone scomparse e delle famiglie che continuano a cercarle. Emanuela Zuccagnoli, presidente nazionale di Penelope Italia, e Daica Rometta, presidente e avvocata di Penelope Toscana, hanno partecipato all’incontro moderato da Cristina Bianchi.
Al centro di Elisa e le altre: le vite sospese, l’attesa di chi resta, il bisogno di risposte e l’impegno delle associazioni accanto ai familiari. Una scomparsa lascia aperta una domanda che attraversa gli anni: dare spazio a queste storie significa anche custodire l’attenzione su chi manca e su chi non smette di cercare.





Banda della Uno Bianca: la memoria delle vittime
Con il giornalista e documentarista Paolo Soglia e Alberto Capolungo, presidente dell’Associazione vittime della Uno Bianca, il secondo panel ha affrontato una vicenda che ha segnato profondamente la storia italiana. A guidare il confronto è stato Giuseppe Aprile.
Il racconto dei delitti, delle indagini e delle responsabilità si è accompagnato allo sguardo di chi tiene viva la memoria delle vittime. Una prospettiva essenziale per comprendere che le conseguenze della violenza continuano ben oltre le pagine della cronaca.






L’infanzia violata: il caso dell’asilo Cip & Ciop
Prima della pausa, L’infanzia violata ha riportato l’attenzione su una storia che riguarda da vicino Pistoia: il caso dell’asilo Cip & Ciop. Sono intervenuti Ilaria Maggi, presidente dell’associazione La Via dei Colori, Antonio Fusco, che diresse le indagini da capo della Squadra Mobile di Pistoia, e Alberto Russo, avvocato di parte civile nel processo. Ha moderato Francesca Barontini.
La domanda posta dal titolo — Cosa è cambiato da allora? — ha legato la ricostruzione del caso al tema della protezione dei bambini. Esperienze associative, investigative e legali si sono incontrate attorno alla responsabilità degli adulti e alla necessità di dare ascolto ai più piccoli.





Yara: il caso e il suo racconto
Il pomeriggio si è aperto con Yara. Cronaca di un caso che ha segnato l’Italia. La giornalista Laura Marinaro e l’autore e podcaster Federico Liguori hanno dialogato con Lucia Salfa, moderatrice dell’incontro.
Una vicenda investigativa e processuale di grande rilievo pubblico, affrontata attraverso le diverse esperienze dei due ospiti. Raccontare casi così esposti all’attenzione mediatica richiede precisione, rispetto delle persone coinvolte e capacità di distinguere i fatti dalle interpretazioni: una responsabilità che attraversa tutta la proposta culturale di Zona d’Ombra.







Madri assassine: comprendere una violenza difficile da pensare
Alle 17, Alessandra Bramante, psicologa e criminologa clinica esperta di psicopatologia perinatale, e il giornalista e scrittore Alessandro Gilioli sono stati gli ospiti di Madri assassine. Donne che uccidono i figli, da Medea ai giorni nostri. A moderare è stata Lucia Agati.
Il panel ha accostato lo sguardo clinico a quello giornalistico su un tema che mette in discussione rappresentazioni e aspettative profondamente radicate. Un’occasione di approfondimento sul figlicidio, nel segno dell’attenzione alla complessità delle storie e alla vulnerabilità dei bambini.





Emanuela Orlandi: quanto manca alla verità?
L’ultimo panel della giornata ha riunito Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della Sera, e Giovanna Petrocca, dirigente superiore della Polizia di Stato in quiescenza. Il confronto, moderato da Edoardo Orlandi, ha affrontato il caso di Emanuela Orlandi.
Quanto manca alla verità?: la domanda scelta per l’incontro esprime il bisogno di risposte che accompagna questa storia. Il lavoro giornalistico e l’esperienza investigativa hanno offerto due prospettive per avvicinarsi a una vicenda complessa, mantenendo al centro la persona scomparsa e l’attesa dei suoi familiari.





La giornata ha intrecciato memoria, indagini, tutela dell’infanzia e responsabilità del racconto. L’Associazione Storie, trame e narrazioni – ODV ringrazia gli ospiti, i moderatori, il pubblico e la Biblioteca San Giorgio per aver condiviso questi appuntamenti di Zona d’Ombra 2026, nell’ambito di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026.
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